sabato 5 settembre 2015

LE CONTRADDIZIONI

Osservi e ascolti le contraddizioni con consapevolezza e fai silenzio. Le lasci andare, pensando che non è il momento per dire alcunchè. Poi all'improvviso ti stupisci tu stessa di non aver saputo tacere.
La reazione istintiva alle tue parole è un campo di battaglia dove il dolore dilaga e le ferite sanguinano. Osservi nuovamente e ti chiedi come mai tante volte hai taciuto e questa volta hai parlato. Scavando profondamente in te trovi la risposta. L'amore, in quell'unico caso, era troppo, anche per il silenzio.  Ti chiedi, osservando le conseguenze, se squarciare il velo dell'illusione fosse amore o mancanza di rispetto o ego.  Sì, il tuo ego. Un delirio di onnipotenza a salvare il salvabile. Non lo sai. In fondo al cuore senti tristezza per l'inevitabile. In quel mare in tempesta sai perfettamente che il veliero potrà salvarsi come potrà affondare. Ne sei consapevole. E quel raggio di sole a illuminarne il peso era inevitabile. Uno squarcio tra le nuvole cariche di pioggia, vento e tempesta. Quel raggio di sole aveva la funzione di illuminare la disfatta della tempesta, ma il suo impatto è stato altrettanto devastante. Nella tempesta si cresce o ci si annulla. Quel raggio di sole era una scialuppa di salvataggio karmica. A favorire una scelta consapevole che deviasse il corso degli eventi. Ci vogliono forza interiore, distacco e coraggio per affrontare una tempesta. La paura è cattiva consigliera: ci rende schiavi del dolore, del vento delle emozioni e delle infinite giustificazioni della mente. Quel raggio di sole aveva in sè consapevolezza, sostegno, forza e tanto amore, amica mia.

                                        Ivan Konstantinovič Ajvazovskij (1817-1900), Nave nel mare in tempesta (1858)

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