lunedì 11 dicembre 2017

DIETRO LA FACCIATA

Il cartonato che tutti reggevano davanti alla propria figura nei giorni prenatalizi aveva qualcosa di buffo. Sorrisi, bei vestiti, auguri facevano da sfondo agli incontri occasionali e non. Nessuno si preoccupava nè desiderava guardare oltre l'immagine. Andava bene così. La città dell'illusione poteva esistere proprio grazie alla condivisione.
Fu in quei giorni che Quattrocchi decise di depositare gli occhiali da vista per indossare un nuovo paio di occhiali, appena uscito sul mercato e superinnovativo: gli occhiali in grado di vedere oltre la facciata. Lo spettacolo che Quatttrocchi si trovò davanti lo riempì di meraviglia: era piombato di colpo nel circo delle emozioni. Rabbia, invidia, tristezza, frustrazione, gelosia e odio colmavano gli sguardi.
Dove erano finiti i sorrisi? Dove era finita la gioia?
Solo qualche bimbo molto piccolo, nella sua spontaneità, sorrideva osservando le luci e i grandi alberi addobbati o il Babbo Natale di turno: un sorriso puro di accoglienza per la magia che lo circondava.  Incuriosito Quattrocchi osservava di rimando i genitori che lo accompagnavano e prendeva atto che quel sorriso, così totale, non era contagioso e presto si sarebbe spento con l'arrivo del cartonato scuola materna.
Quattrocchi era molto sensibile  ed aveva sempre intuito il malessere dietro ai cartonati: ma una cosa è intuirlo, un'altra trovarselo davanti e doverci fare i conti.
Fu così che  Quattrocchi prese una decisione quanto mai audace e si piantò davanti ad uno specchio per vedersi al di là del velo. La tristezza che scorse nei suoi stessi occhi lo travolse. Anche lui era diventato immune ai sorrisi?  Cosa stava accadendo a tutti quanti?
Quattocchi era in preda alla più sofferente delle tempeste interiori quando le vide. Si trattava di tante piccole stelle volanti: a guardarle meglio avevano le ali, brillavano di luce propria e ognuna di loro sembrava conoscere esattamente dove dirigersi. Quattrocchi ne seguì una e la vide posarsi su una bimba di circa 10 anni: il sorriso ne fu la naturale conseguenza e l'entusiasmo con cui la bambina prese a raccontare ai genitori e ai fratelli di quella volta in cui avevano fatto a palle di neve e si erano divertiti tanto ebbe il potere di contagiare tutta la famiglia scatenando dolci ricordi e risate.
Quattrocchi si guardò intorno e vide altre stelle posarsi e dar vita alla gioia: si chiese perchè le luci alate scegliessero di toccare solo i bambini e le bambine  e si rispose che forse erano gli unici a non aver ancora dimenticato completamente la gioia ... l'amore avrebbe fatto il resto.
Con i primi fiocchi di neve i cartonati iniziarono a sciogliersi e a svelare un nuovo circo di emozioni in cui anche la gioia aveva ritrovato il suo spazio.
Quattrocchi aveva il cuore che batteva forte forte e quando alzò il viso al cielo e vide i fiocchi di neve e le stelle volanti pensò tra sè che era sicuramente quello lo Spirito del Natale.







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